Aston Martin V550 vs Ferrari 550 Maranello: due icone degli anni ’90 che hanno ridefinito l’eleganza da gentleman-driver
Gli anni ’90 hanno regalato al mondo dell’auto due sportive capaci di incarnare alla perfezione un’idea di lusso maschile, potente e mai ostentato. Due interpretazioni lontane tra loro, ma unite da un comune denominatore: classe, muscoli e una personalità scolpita nella storia. Da una parte l’Aston Martin V550, quintessenza della gran turismo inglese artigianale; dall’altra la Ferrari 550 Maranello, il ritorno alle origini del Cavallino rampante con un V12 anteriore che profuma di leggenda.
Aston Martin V550: l’inglese su misura che sfidò ogni regola

Presentata nel 1993, l’Aston Martin V550 era un’opera d’arte costruita come un abito sartoriale della Savile Row. Evoluzione estrema della Virage, manteneva il suo fascino aristocratico ma lo amplificava grazie a un carattere feroce. Sotto la carrozzeria in alluminio batteva un V8 biturbo da 5,3 litri, circondato da interni rifiniti in sontuosa pelle Connolly. Un’auto fatta per chi non voleva solo correre, ma dominare la strada con stile.
Il progetto più audace di Newport Pagnell
Guidata dalla visione di Victor Gauntlett, Aston Martin decise a inizio anni ’90 di spingere al limite il proprio V8. Lo fece scegliendo la sovralimentazione volumetrica, preferita al turbo per la sua erogazione fluida e progressiva: perfetta per una GT potente ma ancora raffinata.
La V550 nacque nel 1992 come reinterpretazione radicale della Virage. Del modello originale rimasero solo tetto, portiere e specchietti; tutto il resto venne ripensato da zero: nuovo telaio, sospensioni riviste, elettronica moderna, interni completamente ridisegnati e oltre 200 CV in più rispetto ai 320 della Virage.
Edizione limitatissima: solo 280 esemplari, di cui 40 in versione “Le Mans” e appena 97 con guida a sinistra. Tutti assemblati rigorosamente a mano negli storici stabilimenti di Newport Pagnell.
Prestazioni da record mondiale
Il cuore della V550 era un V8 5.3 con: quattro valvole per cilindro, doppio compressore Eaton, monoblocco rinforzato e pistoni Cosworth.
Risultato: 550 CV e 750 Nm a 4.000 giri/min.
Un’esplosione di coppia domata inizialmente dal solo cambio manuale a 6 marce, anche se alcuni clienti chiesero, e ottennero, un automatico dedicato.
Oggi la V550 è un pezzo da collezione: una GT britannica senza compromessi, imponente ma elegante, rispettata come una delle creazioni più temerarie mai costruite da Aston Martin.
Sul mercato attuale, un esemplare ben conservato in Europa si colloca tra 150.000 e 300.000 euro.

Ferrari 550 Maranello: il ritorno alla nobile tradizione del V12 anteriore

Nel 1996 Ferrari decide di compiere una scelta storica: dire addio, almeno per le sue berlinette sportive, alla configurazione a motore centrale e tornare al layout classico delle granturismo da leggenda. Nasce così la Ferrari 550 Maranello, erede spirituale della 365 GTB/4 Daytona.
Una vettura che incarna l’essenza della GT italiana: elegante, potentissima, ma incredibilmente usabile tutti i giorni.
Il V12 che parla la lingua della tradizione
La 550 montava un V12 aspirato da 5.5 litri, interamente in lega leggera, in posizione anteriore longitudinale:
485 CV a 7.000 giri/min,
568 Nm a 5.000 giri/min,
cambio manuale a 6 marce con l’iconico gate Ferrari,
trazione posteriore.
Le prestazioni? Da supercar pura:
0-100 km/h in circa 4,4 secondi,
oltre 320 km/h di velocità massima.
Ed era comunque una vera GT: confortevole, spaziosa per due, con un bagagliaio sorprendente.
Linee senza tempo firmate Pininfarina
Pininfarina disegnò linee fluide e pulite, con un cofano lungo e una coda compatta, silhouette scolpita ma elegante. L’abitacolo univa lusso e funzionalità: pelle, alluminio e una cura artigianale oggi quasi irreplicabile.
Equilibrio dinamico da manuale
La disposizione transaxle (motore davanti, cambio dietro) garantiva una distribuzione dei pesi quasi perfetta. Sospensioni elettroniche, freni potenti e sterzo preciso la rendevano coinvolgente ma mai intimidatoria: domestica quando serviva, feroce quando la si provocava.
Prodotta fino al 2001 in circa 3.600 esemplari, è oggi un classico moderno molto ricercato.
Sul mercato italiano, una 550 Maranello in ottime condizioni si trova tra 130.000 e 190.000 euro, con esemplari particolarmente pregiati che superano abbondantemente questa cifra.




