Lamborghini, almeno per ora, vuole prendersi più tempo prima di lanciare una supercar completamente elettrica. La tecnologia è matura, le prestazioni non sarebbero un problema. Ma l’elettrico, secondo molti appassionati, non riesce ancora a trasmettere quell’emozione pura che ha sempre definito il marchio.
Il CEO Stephan Winkelmann lo spiega con una frase semplice:
«Il sound di un V-10 come quello della Huracán non può essere replicato.»
Ed è proprio questo il cuore della questione: puoi rendere un’auto elettrica velocissima, ma il carattere – quello vero – è un’altra storia.
Un mercato non ancora pronto
Winkelmann lo dice senza giri di parole:
«Le supercar completamente elettriche non sono qualcosa che sta vendendo finora.»
Il mercato non sembra ancora pronto e Lamborghini preferisce osservare l’evoluzione piuttosto che forzare i tempi.
Il brand resta comunque aperto ad alternative come i carburanti sintetici, soprattutto se l’Europa dovesse rivedere le proprie normative nei prossimi anni.
Cosa fanno i concorrenti?
La concorrenza si muove, e velocemente.
-
Ferrari aprirà il mese prossimo una nuova fabbrica per produrre supercar ibride ed elettriche a Maranello. Il primo modello totalmente elettrico arriverà l’anno prossimo.
-
BYD, in Cina, ha già presentato una sportiva elettrica da 1,68 milioni di yuan (232.452 dollari): la Yangwang U9. Per Lamborghini l’impatto è minimo, dato che la sua presenza in Cina è ancora “limitata”.
-
Mercedes-Benz ha rallentato sul full electric, rinviando alcune piattaforme dedicate e puntando a tenere i motori termici più a lungo del previsto.
È un momento di incertezza per tutto il settore premium: le vendite dei veicoli elettrici rallentano, mentre gli incentivi governativi iniziano a diminuire.
La strategia di Sant’Agata: ibrido sì, elettrico con calma
Lamborghini, nel frattempo, continua a ottenere ottimi risultati con gli ibridi plug-in.
La Revuelto è un successo, e la direzione non cambierà a breve.
Il primo modello completamente elettrico della Casa sarà il Lanzador, un crossover a due porte. Ma non lo vedremo prima del 2028.
Nel frattempo, il marchio sta lavorando “dietro le quinte” per ridurre del 40% le proprie emissioni di CO₂ entro il 2030. Una trasformazione che coinvolge l’intera supply chain e i processi produttivi.
Carburanti sintetici: una carta ancora da giocare
Lamborghini beneficia anche della ricerca di Porsche sui carburanti sintetici.
Gli e-fuel potrebbero tornare protagonisti tra due anni, quando l’Unione Europea riesaminerà il divieto di vendita delle nuove auto termiche dal 2035.
«Se le cose cambiano, potrebbe esserci un’opportunità», commenta Winkelmann.
L’elettrico sarà anche il futuro, ma per Lamborghini il futuro dovrà saper emozionare. E finché non ci sarà una tecnologia capace di far vibrare i sensi come un V-10 a pieno respiro, la transizione procederà… con cautela.



