I veicoli elettrici economici provenienti dalla Cina stanno entrando con forza nel mercato europeo, mettendo sotto pressione una delle industrie più importanti della regione. BYD, che lo scorso anno ha superato Tesla diventando il maggior produttore mondiale di EV, è pronta ad alzare ulteriormente l’asticella.
BYD Seagull: l’elettrica che mette in crisi l’Europa
Il mese scorso BYD ha annunciato che porterà in Europa la sua berlina Seagull — venduta in altri mercati a meno di 10.000 dollari — già nel 2025. Nonostante il prezzo ultra-competitivo, il modello offre dotazioni come:
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cruise control,
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ricarica wireless,
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un livello di finiture superiore a quello tipico della fascia prezzo.
Dopo le tariffe e gli adeguamenti necessari per il mercato europeo, BYD garantisce comunque un prezzo inferiore ai 20.000 €. Un valore che metterebbe la Seagull sotto i principali concorrenti europei che Stellantis, Renault e altri stanno preparando per affrontare la transizione elettrica.
“Naturalmente siamo nervosi quando arrivano nuovi concorrenti”, ha ammesso Martin Sander, capo del business EV europeo di Ford.
Non solo Seagull: BYD punta anche più in alto
La Seagull non è un’eccezione. BYD ha annunciato anche un modello elettrico di fascia media intorno ai 25.000 €, che debutterà persino prima della citycar.
In Messico — dove la Seagull è venduta come Dolphin Mini a circa 19.780 dollari — il modello è diventato un fenomeno con forti vendite sin dal lancio di febbraio, nonostante un’infrastruttura di ricarica ancora arretrata.
L’espansione globale di BYD e le difficoltà dell’Europa
BYD, nata nel 1995 come produttore di batterie ed entrata nel settore auto nel 2003, è oggi alla guida dell’avanzata cinese sui mercati esteri. Elon Musk ha avvertito che, senza dazi, i produttori cinesi “demoliranno” la concorrenza globale.
Gli Stati Uniti hanno già reagito: l’amministrazione Biden ha quadruplicato i dazi sui veicoli elettrici cinesi, rendendo praticamente impossibile l’importazione a breve termine.
In Europa la situazione è più complessa:
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le case automobilistiche europee dipendono molto dal mercato e dalla produzione cinese,
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eventuali dazi potrebbero innescare ritorsioni di Pechino,
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disincentivare l’arrivo di auto elettriche economiche rischierebbe di rallentare la transizione green.
L’UE ha avviato un’indagine anti-sussidi e sta valutando misure correttive, ma diversi dirigenti del settore si dichiarano contrari all’introduzione di barriere.

I produttori europei corrono ai ripari
Per competere nella fascia sotto i 20.000 €, le case automobilistiche europee stanno adottando strategie non convenzionali:
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Renault cerca partner per condividere i costi di sviluppo di una piattaforma EV per auto piccole.
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Stellantis, tramite la joint venture con la cinese Leapmotor, lancerà in Europa modelli EV a basso costo già da settembre.
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MG Motor (marchio britannico controllato da SAIC) è già il secondo brand EV nel Regno Unito con la MG4, dietro solo alla Tesla Model Y.
Carlos Tavares (Stellantis) ha dichiarato chiaramente:
“Non lasceremo la fascia di prezzo bassa ai concorrenti cinesi. Ma non crediamo che i dazi siano una soluzione sostenibile.”
Secondo Transport & Environment, la quota di mercato dei marchi cinesi in Europa:
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era al 7% nel 2023,
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salirà all’11% nel 2024,
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e potrebbe raggiungere il 20% entro il 2027.
Una minaccia reale: la qualità della Seagull sorprende
Caresoft Global, società americana specializzata nell’analisi ingegneristica dei veicoli, ha smontato una Seagull e ha elogiato:
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l’ingegnerizzazione,
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la qualità,
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e l’efficienza produttiva.
“È un veicolo vero”, ha dichiarato il presidente Terry Woychowski.
“Ridefinisce il concetto di ‘economico e allegro’. Non dà mai la sensazione di un prodotto low-cost.”




