La Cina ha subito un’ascesa vera e propria nel settore automobilistico internazionale grazie alla sua visione sulla questione ambientale, scegliendo così di implementare la produzione di automobili elettriche; ora punta al mercato mondiale.
Negli ultimi anni, le auto elettriche cinesi hanno conosciuto un’ascesa straordinaria, diventando protagoniste della rivoluzione della mobilità sostenibile a livello globale. Questo fenomeno è il risultato di una strategia industriale pianificata con attenzione dal governo cinese, che ha puntato con decisione sull’elettrificazione del settore automobilistico per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, migliorare la qualità dell’aria nelle grandi città e affermare la Cina come leader tecnologico mondiale.
La Cina è oggi il più grande mercato per i veicoli elettrici (EV), sia in termini di produzione che di vendita. Nel 2024, oltre il 30% delle nuove immatricolazioni nel paese riguardava veicoli elettrici o ibridi plug-in, un dato reso possibile da un ampio sistema di incentivi economici, investimenti in infrastrutture di ricarica e normative ambientali molto favorevoli. Il governo ha infatti sostenuto fortemente le aziende nazionali attraverso sussidi diretti, vantaggi fiscali e l’adozione di standard tecnici comuni che hanno facilitato la crescita dell’intero ecosistema elettrico.
I produttori cinesi di auto elettriche, come Omoda, Xiaomi, BYD, NIO, XPeng, Li Auto e Geely, si distinguono per la loro capacità di offrire veicoli a prezzi competitivi, grazie a una filiera produttiva completamente integrata e localizzata sul territorio nazionale. Questo consente non solo di contenere i costi, ma anche di avere un maggiore controllo sulla qualità e sull’innovazione. Aziende come BYD, per esempio, producono internamente le batterie, elemento strategico per l’efficienza e la sicurezza dei veicoli elettrici. Allo stesso tempo, brand come NIO e XPeng stanno investendo molto nello sviluppo di tecnologie avanzate, come la guida autonoma, l’intelligenza artificiale di bordo e i sistemi di battery swap (sostituzione rapida della batteria).
L’espansione oltre i confini cinesi è già in atto e sta avendo un impatto significativo sul mercato globale. Le auto elettriche cinesi stanno entrando in Europa, America Latina, Medio Oriente e persino in alcuni mercati africani, proponendo un’alternativa più accessibile rispetto ai marchi occidentali. In alcuni segmenti, i produttori cinesi stanno iniziando a competere anche sul piano della qualità e del design, non più solo sul prezzo. Un caso emblematico è BYD, che nel 2023 ha superato Tesla nelle vendite globali di auto elettriche nel quarto trimestre, segnando un punto di svolta nel panorama dell’industria automotive.
Tuttavia, questa rapida crescita non è priva di sfide. Le auto cinesi devono ancora superare la diffidenza di parte dei consumatori occidentali, spesso legata a preconcetti sulla qualità costruttiva o sulla sicurezza. Inoltre, le tensioni geopolitiche e le politiche protezionistiche, soprattutto da parte degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, stanno portando all’introduzione di dazi e regolamenti più severi per contenere la penetrazione dei veicoli cinesi nei mercati esteri. Nonostante questi ostacoli, il futuro dell’industria cinese delle auto elettriche appare solido. Con continui investimenti nella ricerca, il miglioramento dell’autonomia dei veicoli, la diffusione capillare delle infrastrutture di ricarica e una crescente accettazione da parte dei consumatori globali, la Cina si posiziona sempre più come leader indiscusso nella mobilità elettrica del XXI secolo.
Di seguito illustriamo due dei modelli di automobili elettriche cinesi più richiesti del momento:
- Omoda 7:

La nuova Omoda 7, SUV ibrido di segmento medio atteso entro fine anno in Europa, è l’ennesima dimostrazione di questa evoluzione rapidissima. si inserisce nel segmento dei SUV di taglia media, con dimensioni che la collocano tra i modelli più diffusi in Europa: 4,66 metri di lunghezza e 1,67 di altezza, ovvero poco più lunga di una Toyota Rav4 ma leggermente più bassa, a beneficio dell’aerodinamica e della linea.
È un’auto pensata per piacere a un pubblico ampio, ma non per questo è priva di personalità: lo stile è definito da linee nette e tagli obliqui, con un frontale a cuneo dominato da una calandra pronunciata che, non a caso, ricorda nella forma una clessidra, un dettaglio che richiama le Lexus. Anche al posteriore il tema del triangolo rovesciato ritorna, mentre la fiancata è forse l’elemento più originale: dopo la portiera posteriore, la linea di cintura sale rapidamente, dando all’insieme una silhouette dinamica, quasi sfuggente. L’impatto finale è moderno e riconoscibile, senza scivolare nel già visto.
Ciò che sorprende di più dell’Omoda 7 non sta nei numeri o nelle promesse di autonomia, ma nel modo in cui si presenta a bordo. Materiali curati, superfici ben accoppiate, comandi dal feedback solido e silenziosità generale.
Il cuore tecnico della Omoda 7 è un powertrain ibrido che punta a coniugare efficienza e comfort. La sua peculiarità è quella di combinare un motore 1.5 benzina a ciclo Miller da 150 CV con due motori elettrici che svolgono ruoli distinti. Il primo, da 204 CV, è responsabile della trazione anteriore nella maggior parte delle situazioni di guida. Il secondo lavora come motogeneratore, ricaricando la batteria in movimento. Il motore termico entra in funzione prevalentemente quando si accelera a fondo o si viaggia a velocità elevate o costanti, come in autostrada.
il vero punto di forza dell’Omoda 7 è la fluidità di guida: merito non solo del powertrain elettrificato ma anche di una taratura generale molto morbida di tutti i comandi. Lo sterzo è leggero, l’erogazione sempre dolce e progressiva. L’impostazione generale è turistica, con un assetto che privilegia il comfort.
La Omoda 7 è proposta con un prezzo d’attacco in Europa molto competitivo, grazie alla sua configurazione ibrida plug‑in: si parte da circa 40.000 euro per la versione base, che abbina un motore 1.5 TGDI turbo a due unità elettriche, offrendo un’autonomia elettrica di circa 95 km e prestazioni complessive attorno ai 347 CV e 525 Nm di coppia. In Italia, il marchio Jaecoo (gemello Omoda) ha invece lanciato la versione Jaecoo 7 “Premium” 2WD a 33.900 euro e la Jaecoo 7 “Exclusive” 4WD a 37.900 euro, entrambe basate sulla stessa piattaforma.
- Xiaomi YU 7:

Xiaomi ha appena lanciato ufficialmente in Cina il suo nuovo SUV elettrico, lo YU7, registrando numeri da record nelle prime ore. In soli tre minuti sono stati raccolti oltre 200.000 ordini, cifra che è salita a 289.000 nell’arco di un’ora. Con un prezzo di partenza di 253.500 yuan (circa 35.364 dollari), lo YU7 si presenta con un obiettivo preciso: superare la Tesla Model Y, che parte da 263.500 yuan. Xiaomi propone anche due versioni più avanzate del veicolo, lo YU7 Pro e lo YU7 Max, rispettivamente al prezzo di 279.900 e 329.900 yuan, puntando così a coprire sia il segmento medio che quello premium del mercato.
Dal vivo, la Xiaomi YU7 si presenta come un’auto piuttosto imponente, ma grazie alla sua linea schiacciata verso il basso riesce a mascherare con eleganza i suoi 5 metri di lunghezza. Sul piano del design, che richiama elementi stilistici presi qua e là dai migliori modelli europei, spicca il lavoro fatto sull’aerodinamica: il coefficiente di resistenza dichiarato è infatti pari a 0,245. Questo risultato non è dovuto solo alla presenza strategica di prese e sfoghi d’aria, ma anche a dettagli come le maniglie delle portiere integrate a filo con la carrozzeria, che per sbloccare la serratura devono essere premute verso l’interno.
La YU7 è realizzata con cura. Lo stile è minimal ma non troppo e i materiali impiegati fanno respirare l’aria rarefatta tipica delle macchine premium. In più, si aggiunge alla ricetta un’abbondante dose di domotica (campo nel quale Xiaomi è molto forte) applicata all’autoveicolo. Le poltrone anteriori, rivestite di pelle Nappa, prevedono la posizione chaise-longue. E poi, puoi parlare alla macchina non soltanto attraverso i classici comandi vocali nell’abitacolo, ma pure quando sei fuori: così, se arrivi a piedi carico di borse della spesa, puoi chiedere alla YU7 di aprirti il vano bagagli. il frunk si solleva elettricamente e schiude un vano da ben 148 litri. Sommati ai 678 litri del bagagliaio posteriore, è difficile non trovare il posto necessario.



